mercoledì 2 ottobre 2013
CITTA' INVISIBILI
un quilt che mi ha fatto sudare tempo, ore, sacrifici, dolori, e soprattutto pianti a non finire ...per realizzarlo! E' stato un quilt indimenticabile che difficilmente mi separerò...come del resto gli altri miei quilt.
come vedete è realizzato con non so quanto pezzettini di stoffa disposti come una ragnatela, infatti il mio quilt/città si chiama ARACNE. come la mitica dea che tesseva una ragnatela...io ho immaginato la città ipotetica o utopica, vista dall'alto, può essere una piazza, un centro, con al centro in prospettiva questi grattacieli o abitazioni realizzati con organza, dando così un effetto di trasparenza e profondità.
domenica 27 marzo 2011
AMICIZIA E'...
martedì 22 febbraio 2011
UNA MALATTIA...IRREVERSIBILE???
come conservare le stoffe - Stashmania
Io personalmente lavo con acqua calda e detersivo tutte le stoffe quando entrano in casa,
le stiro e le metto da parte, in previsione di usarle per un progetto futuro.
Le stoffe rosse, viola e blu in particolare tendono a stingere.
Per testare la "tenuta" del colore, osservate la colorazione dell'acqua in lavatrice nell'ultimo
risciacquo. Se vedete acqua colorata, ripetete il risciacquo, all'infinito, se necessario:
meglio sciacquare 10 volte che trovare il vostro quilt macchiato al primo lavaggio.
Il cotone, in generale, tende a restringere.
Per conservare le stoffe ci sono diversi sistemi, in generale è sconsigliabile metterle in scatole di
plastica perchè la stoffa tende a macchiarsi.
Per avere un'idea di stash delle quilters date un'occhiata a questo link:
Fabric stash
Puo' sembrare incredibile come una quilter possa accumulare cosi' tante stoffe.
Ma si tratta di una vera e propria patologia, una manìa, la temutissima Stashmania, che in italiano
puo' corrispondere al neologismo "Quiltite", estesa ormai tra le quilters di tutto il mondo.
Quando si è contagiati da questo virus, la "Fabric fever", si tende ad accumulare stoffe senza avere
un motivo preciso, se non quello di goderne la vista e il tatto, anche l'odore, nei momenti di
sconforto.
Ne sanno qualcosa i familiari delle quilters (dei veri santi!), che si vedono trascinati in tour forzosi
alla continua ricerca di stoffe da patchwork o adattabili all'uso, anche e soprattutto quando si è in
vacanza.
Gli spazi utilizzabili in casa tendono a restringersi, occupati inesorabilmente da scatole, buste, armadi
traboccanti di stoffe.
Nella casa di una quilter, a meno che non si disponga di un "cucitoio" o "sewing room", anche gli
spazi nascosti come il sottoletto sono occupati da stoffe, modelli, lavori non finiti (UFO).
Anche lo spazio occupato dall'argomento quilting sul computer di casa invade la memoria disponibile
da dividere, con programmi specifici per disegnare quilts e con modelli scaricati gratis da Internet.
In questo caso le soluzioni sono due: o si compra un hard disk piu' capiente o la quilter compra il suo
primo personal computer personale, per scongiurare dolorose guerre familiari.
Il rapporto di una quilters con le stoffe è come quello di un pittore con i suoi colori.
Per quante stoffe possiamo vedere, nei negozi, su internet, non ne avremo mai
abbastanza. Quella particolare sfumatura, quella sensazione al tatto, quell'immagine
che il disegno del tessuto ci evoca, non sarà mai uguale.
Dietro ogni "quilting fabric" c'è una storia, le persone che l'hanno ideata, le persone
che l'hanno prodotta, quelle che l'hanno scelta da commercializzare.
In mezzo c'è la quilter, che la sceglie secondo i suoi gusti e la compone nel quilt,
piccolo o grande che sia, pensando al punto esatto della sua casa dove ha
intenzione di esporlo, alla persona a cui andrà in dono.
Quella di comporre tante stoffe diverse in un quilt è un'Arte, non dipende (meno
male) da quanto la quilter spende per comprarle, ma, soprattutto, dai sentimenti
che la spingono a crearlo. Si fanno quilts per celebrare una nascita, un matrimonio,
una laurea, un pensionamento, l'uscita dall'ospedale. Si celebra il Natale, si fanno
quilts di carità, si aiuta la ricerca sul cancro.
Le quilters sono, da almeno 200 e passa anni, un movimento trasversale, dagli USA
all'Europa, dall' Australia al Giappone, che non guarda in faccia a guerre e politica,
ma è presente sempre, nel momento del bisogno.
Questa non è retorica, come le "grandmothers" confezionavano quilts con pezzettini
di stoffa ricavati dai sacchi che contenevano cereali, i "feedsacks", così oggi le
quilters si mobilitano per portare aiuto, attraverso la vendita di quilts realizzati
apposta, alle persone che ne hanno bisogno, vedi gli sfollati dalla città di New
Orleans, a causa dell'uragano.
E questa era la "giustificazione storica", il fondamento ad una vera e propria mania,
la "stash manìa", la mania dell'accumulo, la "quiltite".
I profani sorrideranno, già li vedo, la quilter saprà perfettamente di cosa si sta
parlando.
Ogni quilter ha, storicamente, problemi di spazio. Ha il problema di come conservare
la sua collezione di stoffe. E, soprattutto, ha il problema di come giustificare ai
familiari questa manìa forsennata, quella forza incontrollabile che la spinge a
mettere da parte anche un piccolo quadratino di cotone, "prima o poi servirà", a
cercare in ogni negozio, supermercato, mercatino di paese, stoffe di cotone
adattabili allo scopo, a non buttare via camicie lise o jeans, per poi recuperare le
parti buone e comporle in un nuovo quilt.
Lo confesso, sono affetta da questa malattia, spesso sogno una "sewing room", un
posto tutto mio in casa dove riporre macchina da cucire, ferro da stiro, tavolo per il
taglio e, meraviglia, armadi colmi di stoffe, divise per colore e per grandezza.
Resterà solo un sogno, vivo in una città, in un appartamento. Magari in un'altra vita
rinascerò in campagna, con una stanza tutta mia da riempire di stoffe, nel frattempo
prego solamente che i miei non si stufino e mi buttino fuori di casa, me e il mio
stash.
Miseramente, invece, le mie stoffe sono sparse per tutta la casa, viaggiano di pila in
pila, pronte da tagliare, pronte da essere riposte, pronte da scambiare.
Si, perchè la quiltite è anche scambio. Non necessariamente la quilter compra anzi,
spesso scambia oppure riceve in dono (squishies) pezzetti di stoffa. Nella
maggioranza dei casi il donatore rimane anonimo. Oppure scambia blocchi finiti, a
tema, firmati, strisce di blocchi per un round robin.
MARIA ROMANELLI
http://www.iltulipanoblu.it/
ecco sono diventata ormai così e non so più che fare, ho troppe stoffe e non rieso a liberarmene...non mi dite di darle via...non ci riesco proprio!!! e non faccio mai a tempo a realizzare progetti!!! ho persino la stanzetta/balcone verandato attrezzato, ma che è un magazzino!!! tanti progetti per la testa ma nessuno realizzato, tante idee ma ho il blocco dell'artista!!! voi pure succede così???
martedì 21 dicembre 2010
L'ARIA CHE TE PARLA....
Leggetevela perchè è stupenda!
L’aria che te parla
Ninnè viette a sedè qua, vicino a sto nonnetto rimbambito che te vole raccontà na storiella…
A senti l’aria che te parla; è l’aria de sto paese, piena de ricordi e de storie ancora da scrive.
Ce stanno puro le tua in mezzo, ma ancora nun te ne poi renne conto e forse manco la senti… l’aria che te parla.
E’ da quer giorno che cominceno le storielle mia… che poi nun so mia ma de tutti quelli che senteno l’aria che je parla e je racconta.
Si perché oggi spira er vento de montagna e t’ariviene in mente un capodanno ar paese quanno pella prima vorta sei arivato svejo alla mezzanotte e hai visto li fochi d’artificio partì dalla collina de fronte casa illuminà pè quarche attimo na notte sbrilluccherella de mille e mille stelle de monni lontani.
E’ l’aria che te parla quanno cammini distratto sotto casa, l’annusi e t’aritrovi a passà sotto a un ponticello de li vicoli stretti e bui der paesello tuo quanno da regazzino c’ereno solo tre lampare p’elluminallo tutto e la paura saliva gelida fino ar cervello che te diceva de rimanno:” Cori, cori che sinnò te pia l’omo nero…”
Te guardi intorno mentre veloce sparisce la strada che te separa da na meta de viaggio, te giri n’attimo solo coll’occhi, un sussurro all’orecchio e cò la fantasia popoli quer giardino che se apre de fianco cò na partita de pallone giocata coll’amichi de scola quann’eri ancora pupo piccolo… certo tornà a casa quella vorta fu dura, presentatte a tu madre cò li pantaloni novi rotti ar ginocchio. Mica o sentivi er dolore d’essete sbucciato… sentivi solo er rimbrotto de tu madre e er pensiero delle botte de tu padre… a sera quanno stanco rientrava da na giornata de lavoro… Quelli si artri tempi, mò saresti contento perché ciavresti li pantaloni alla moda.
C’ereno du cipressi in quer giardino granne, che morbidi ondeggiaveno quanno l’aria li scoteva forte. Era la porta dello stadio centrale, quella colla tribuna più bella der monno fatta de na collina verde piena de arberi ombrosi. La porta dove tutti li regazzini se voleveno mette a parà pe potè di:”Palo!!!” quanno a palla li colpiva e rimbalzava in campo. Sinnò era sempre na discusione puro allora decide si era golle quanno la palla passava sopra na busta o un giacchetto buttato per tera a fa er palo finto…
Ora ce n’è rimasto solo uno… de cipresso. L’artro ner tempo s’è perso, sparito chissà quanno in un giorno senza giochi cò l’aria che zitta zitta se l’è portato via pè sempre.
L’aria che te parla racconta puro cose serie. Come quanno t’ariportava e parole de na persona cara che se n’è ita giovane oppuro anziana, un caro nonnino o solo n’amico lontano, ito via comunque sempre presto, sempre prima de potette lassà in testa n’antro ricordo bello.
Belli e brutti li racconti de st’aria che respiri so tutti stampati a foco ner cervello, messi in quer cantuccio callo vicino ar focherello dove so riunite tutte le persone a cui vuoi o hai voluto bene.
Li ce stanno puro li momenti che avresti voluto vive puro come un semplice sassolino o na pagliuzza de quella stalla ndò venne ar monno un pupo speciale che se ricordamo tutti de stò periodo. Ciariapre er core pè fallo esse più bono cò quelli che ce so vicini e puro cò quelli che manco conoscemo. Ce fa soride puro si è tutto nero e ce fa vedè er sole puro si piove de continuo.
E intanto me ritrovo assorto ne li pensieri mia, a ripassà lento pe quella viuzza dove incontrai quer nonnetto che m’apri er cervello da piccolo pè mettece dentro sto pensiero dorce der ricordo… me giro e o rivedo li… er tempo pe lui pare essese fermato… preso tanto da n’antro pupo a cui racconta a storia che tanto tempo fa raccontò a me… e me piace da pensà che quer nonnetto è popo quer pupo speciale che nacque più de dumila anni fa… e che ancora oggi ciariscalla er core co è storie sue… pe facce affrontà mejo er futuro, pieno com’è de imprevisti e fatti novi, de quelli brutti da cui vorremmo tanto scappà pè nun dovelli vive e de quelli belli che ce piaceno tanto e che tante vorte manco li vedemo.
L’aria te parla, ascoltala pupo che mò sei cresciuto, puro se dentro, pe lui, sempre pupo arimani.
MAURIZIO FIORAVANTI
venerdì 3 dicembre 2010
CENERENTOLA, BIANCANEVE, LA BELLA ADDORMENTATA...
DATA MEMORABILE, ANZI MEMORABILISSIMA!!! MI SONO SPOSATA NEL LONTANO 1988! SONO PASSATI 22 ANNI DA QUANDO HO SPOSATO IL MIO ATTUALE MARITO.
IL BELLO SAPETE QUALE E'?
PER 22 ANNI E NON C'è Nè UNO CHE SI RICORDI DEL NOSTRO ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO.
NON PRETENDO SCATOLETTE DI VELLUTO NERO CON FAVOLOSI GIOIELLI DENTRO, O MAZZI DI FIORI RECAPITATI A CASA CON TANTO DI BIGLIETTINI AMOROSI, CIOCCOLATINI A FORMA DI CUORE...NIENTE DI TUTTO QUESTO SOLO DUE OCCHI CHE MI GUARDANO APPENA MI SVEGLIO E DUE PAROLE CHE FAREBBERO VIBRARE ANCHE UNA TOSTA COME ME!!!
RAGAZZE SVEGLIATEVI LE BELLE FAVOLE NON ESISTONO HO CAPITO SOLO CHE ALLE POVERE ILLUSE (CNERENTOLA, BIANCANEVE, ECC)ALLA FINE IL PRINCIPE AZZURO SE LE PRENDE E LE SPOSA SOLO PER I SUOI SCOPI EGOISTICI.
BENISSIMO è ORA DI CAMBIARE FAVOLA! ADESSO SONO IO A GESTIRE LA FAVOLA...NON DITEMI COME MA STAVOLTA NON MI FERMA PIù NESSUNO!
mercoledì 1 dicembre 2010
1° DICEMBRE...
lunedì 1 novembre 2010
FINE SETTIMANA...NOIOSO 2° PARTE
piove sempre!
ieri era Halloween ma non me ne può fregare di meno, non amo le feste degli altri paesi e che dobbiamo per forza di cose adottarle qui in Italia! ognuno ha le sue feste ed è giusto coltivarle secondo le nostre tradizioni.
ieri come al solito la mia giornata è andata a farsi benedire! infatti non ho combinato niente nel senso che tra aiutare mio marito nei suoi progetti professionali, poi in pomeriggio venuto mio cognato per smontare alcuni mobili di mia madre per portarseli via, e io che sistemavo scatole per fare spazio oltre svuotare armadi delle cose di mia mamma! Dio mio quanta roba che aveva conservato! c'è da riempire un negozio di abbigliamento!! per non parlare dl resto!
stamattina altro giro a casa di mia mamma a risistemare altre scatole da portare alla mia nuova casa in Sicilia, lenzuoli, pentolame e altro ancora!! Non si finisce mai! e dovevano venire i rumeni a portere via gli altri mobili rimasti del salone...risultato BUCA! perchè oggi piove e non era possibile caricarli perchè hanno un camioncino aperto, ed evitare di far bagnare i mobili.
torno a casa con la schiena a pezzi, il maritozzo che sta male a letto, le ragazze che studiano, Rocky che salta da una parte all'altra! finalmente posso dedicarmi al mio cucito arretrato!
a presto posterò il montaggio dei blocchi dell'hawaiano! perdonatemi il mio ritardo!
domenica 31 ottobre 2010
UN FINE SETTIMANA...NOIOSO!!
dovevamo partire per questo lungo ponte...la pioggia e il brutto tempo ci hanno fermati.
risultato: a casa a fare le cose da sistemare (e quando mai???!!!)
dopo i miei soliti doveri (che palle!) approffitterò a finire di sistemare gli ufo in sospeso e quelli che dovrò fare: l'ultimo Bom di Ellie (quello dei cestini), il trapunto hawaiano, preparazione di pensierini in vista del Natale, e altro ancora che non ricordo! sempre se mio marito non mi rompe le scatole con le sue interferenze di lavoro che ogni tanto mi molla qualcosa da fare...come se non avessi niente da fare come casalinga!!! (a lui rosica molto!...)
Vorrei risistemare il mio studio-laboratorio che è un 'indecenza! non si trova più niente. fa schifo!
MA COME CAVOLO FANNO QUELLE AMERICANE CHE HANNO TUTTO LINDO E PULITO E ORDINATISSIMO??? MA CHE C'HANNO LA DONNA PER QUESTE COSE???
sto scrivendo questo post con in braccio Rocky (il mio chiuhuaua) che dorme beatamente!
ieri ha fatto uno dei tanti vaccini (poverino!) e all'inizio ha dato di matto correva per tutta casa, poi si è rallentato e ha dormito quasi tutto il giorno..con il sederino che gli doleva per la puntura.
stamattina si è svegliato e ovviamente ha cominciato a piangere sulla porta di camera di mia figlia Giulia perchè Rocky piace dormire con lei nel suo lettone! VIZIATISSIMO!!
io ovviamente non cedo a questo...ha la sua cuccia, la sua cameretta e i suoi posti coi giocattoli preferiti.
vabbè vado a iniziare qualcosa...SIGH!!!!
mercoledì 20 ottobre 2010
venerdì 24 settembre 2010
CONTINUA I MUTANTI SIAMO NOI!!!
giovedì 23 settembre 2010
I MUTANTI SIAMO NOI!....
MARLO MORGAN
venerdì 10 settembre 2010
SONO ECCITATA PERCHE'...
giovedì 5 agosto 2010
VACANZE...
le ragazze sono innamoratissime di questo posto e questo mi fa piacere anche se vorrei cambiare qualche volta. ad ogni modo nell'arco di un anno faccio viaggi in posti diversi.
ho portato il mio lavoro da trapuntare e il mio portatile così vi seguo anche da lontano.tanto non esiste anche il lontano! ovunque si ci scrive, ovunque vi seguo come anche voi mi seguite.
appena faccio qualche foto interessante ve la posterò.
baci da Capo D'Orlando.
giovedì 10 giugno 2010
mercoledì 26 maggio 2010
POESIA SUL FILO CHE CUCE
quel ch’opra in suo lavoro
nova Aracne d’Amor, colei ch’adoro;
onde, mentre il bel lino orna e trapunge,
di mille punte il cor mi passa e punge.
Misero! E quel sì vago
Sanguigno fil che tira
Tronca, annoda, assottiglia, attorce e gira
La bella man gradita
È il fil de la mia vita.
Parafrasi
È una freccia, una freccia, non un ago
quello che adopera nel suo lavoro
la nuova tessitrice d’amore, la donna che adoro
per cui, mentre decora e ricama la bella tela,
attraversa e punge il mio cuore con mille punte.
ahimè! E quel così debole
rosso filo che tira
taglia, annoda, assottiglia, attorciglia e ritorce
la bella mano che mi piace
è il filo della mia vita.
L'autore
Gianbattista Marino è nato a Napoli nel 1569 e viene considerato come uno dei massimi esponenti della poesia barocca, celebre non sono in Italia, ma anche a livello europeo. Si dedica ben presto all’attività letteraria e gode del favore di svariati potenti. Nel 1615 si trasferisce in Francia dove riscuote clamorosi successi. Nel 1623, ammalato torna a Roma e nel 1624 va a Napoli dove muore nel 1625. La sua opera principale è “Adone”, del 1623. Tra le opere minori più conosciute spicca “La Lira” del 1608.
POESIA DEDICATA A MIA MADRE
E’ difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.
Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…
Pier Paolo Pasolini
venerdì 23 aprile 2010
UNA STORIELLA CHE MI SI ADDICE...
L'obiettivo era arrivare in cima a una gran torre.
Si radunò molta gente per vedere e fare il tifo per loro. Cominciò
In realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi
La gente continuava : "... Che pena !!! Non ce la faranno mai!...".
E i ranocchi si stavano dando per vinti tranne il solito ranocchio
Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio che, solo e con
Ricorda sempre il potere che hanno le parole che ascolti o leggi.
giovedì 8 aprile 2010
HELEN KELLEY
Legge di Helen Kelley
1. la donna che è in fila davanti a voi comprerà proprio l’ultimo mezzo metro di stoffa che voi volevate.
2. se oggi utilizzerete la vostra stoffa preferita, sarà esattamente quella di cui avrete bisogno per finire un progetto futuro.
3. quando stirerete con il ferro caldissimo una nuova stoffa, vi accorgerete che non è puro cotone, ma ha del poliestere.
4. il libro patchwork che metterete al sicuro per essere consultato spesso, verrà irrimediabilmente perso.
5. quando una cucitura storta verrà ricucita di nuovo, spesso sarà peggiore della precedente che avevate voluto modificare.
6. quando fate l’ultima cucitura prima di andare a letto, il vostro gomito finirà nel puntaspilli.
7. la parte della lama delle vostre forbici che è rovinata, finirà esattamente nel posto in cui la precisione è importantissima.
8. un blocco di 12’’ misurerà sempre 12 ½’’ su un lato e 11’’ dall’altro lato.
9. la lunghezza del filo che tirerete da sotto il telaio, sarà uguale alla lunghezza del vostro braccio più un pollice.
10. quando ti pungi il dito con l’ago mentre stai trapuntando, presumerai sempre che la puntura non sia abbastanza profonda per sanguinare sul tuo tessuto bianco.
11. un ago da quilting perso sarà una sofferenza per il piede.
12. la felicità di ogni giorno è direttamente proporzionata alle ore spese a quiltare.
desidererei se qualcuna di voi ha qualcosa da aggiungere, una frase, un pensiero, da arricchire questo favoloso e vero decalogo!!
venerdì 19 marzo 2010
PROGETTI...
l'altro è un bellissimo impegno, che arriverà a mesi, che parteciperò con entusiamo e che mi porterà via una giornata....anche qui TOP SECRET!!! poi posterò foto...^^